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Voglio ridare alla mia terra ciò che la mia terra mi ha dato

Coraggioso, intraprendente, amante della terra e del proprio territorio, Lorenzo Polacco, in arte Poldo (il soprannome si deve al personaggio dei fumetti), sa bene cosa vuol dire crescita.

Prima di diventare assaggiatore professionista di olio extra vergine e imprenditore, ha infatti lavorato per anni come potatore. Saper intuire la crescita di un organismo è un’arte: bisogna saper assecondare, ma anche imporre le proprie regole.

Da qualche tempo, Poldo ha deciso di dedicarsi alla crescita di qualcosa di ben più grande, la sua impresa “Olio Poldo”, e il campo in cui è ben piantata: il territorio delle Marche. È una regione che ha dovuto imparare a rigenerarsi dopo ogni difficoltà, affrontando la propria fragilità sismica con un forte desiderio di rilancio e un alto potenziale di valorizzazione.

Almeno una volta alla settimana, Poldo accoglie un gruppo di turisti in visita alla sua impresa e ne approfitta per consigliare anche altre realtà agroalimentari locali, dando ai suoi ospiti la possibilità di scoprire una regione che ha molto da offrire. Non si tratta solo dei paesaggi, delle morbide colline e dei loro colori, ma anche di un’economia orgogliosa, che si è storicamente distinta per l’alta qualità e l’innovazione in numerosi settori.

Devi saper sentire quello che la pianta ti trasmette

Poldo ha uno spirito gioioso, ma determinato, che sa coniugare la passione per il lavoro, quello sodo, con l’amore per una deliziosa famiglia che gli dimostra affetto e rispetto.

A Castelfidardo è “quello dei sapori”, che sono i veri protagonisti delle esperienze sensoriali nel mondo dell’olio extra vergine di oliva monovarietà di Poldo.Si tratta di percorsi completi, che iniziano nell’uliveto e culminano nello “strippaggio”, ovvero l’assaggio dell’olio.

Questione di i(n)spirazione. L’assaggio dell’olio extravergine è un vero e proprio rito. La procedura dello “strippaggio” prevede l’inspirazione di aria, per ossigenare e nebulizzare le particelle dell'olio nella bocca. In questo modo si riescono a distinguere i sentori di carciofo e mandorla, di pomodoro o di frutti di bosco, “come quelli di certi oli dell’entroterra marchigiano”, precisa Poldo.

Anche tra i rami di ulivo si cresce in digitale

Quando Poldo ha deciso di sviluppare la crescita della sua azienda anche in digitale, la sua strada si è incrociata con quella di Michele.

Michele si era recato in un Centro per l’Impiego della sua zona e aveva notato dei volantini della Camera di Commercio di Ancona: si trattava di “Crescere in Digitale”, il progetto attuato da Unioncamere in partnership con Google e promosso dall’ANPAL. Michele ha deciso di seguire il corso gratuito di Google e, dopo l’esame finale, ha incontrato le imprese ed è stato scelto da Poldo fra 6 giovani candidati.

Ora Michele è un apprezzato collaboratore dell’azienda e contribuisce attivamente alla presenza e all’efficienza digitale di Olio Poldo.

Grazie al progetto Crescere in Digitale, ho trovato lavoro e ricevuto una formazione valida da proporre all’azienda nell’ambito delle strategie digitali e di web marketing.

Michele, il giovane assunto da Lorenzo

Potando col Podcast

La Natura incontra la tecnologia, la comunicazione incontra il cuore. Se il lavoro nei campi trattiene all’aperto, Poldo ha trovato come aggiornarsi anche tra le fronde degli ulivi.

Lavorando all'aria aperta e svolgendo un lavoro fisico, con i Podcast ho potuto avvicinarmi al digitale, ascoltandoli, ad esempio, anche durante la potatura, o in vigna, oppure la sera.

L’inbound marketing come chiave del gusto

Poldo si è appassionato, nello specifico, all’inbound marketing, che ha visto più vicino alla sua realtà e al suo modo di concepire il proprio brand, il proprio prodotto e i propri servizi.

In questo senso, il digitale rende possibile la scoperta fisica del prodotto e del luogo. Il virtuale trova nuovi modi di integrarsi con la realtà.

Per Olio Poldo questo approccio rappresenta una vera politica sostenibile, che consente di arrivare al target giusto, nel modo giusto. È un modo di operare in cui la presenza social e la comunicazione digitale assumono un ruolo di stimolo, divulgazione culturale e crescita collettiva, prima ancora che commerciale.

Il sorbetto di yuzu con fiori di camomilla e rosmarino e un tocco di Olio Poldo è solo un esempio delle tante innovative elaborazioni dello chef Rapisarda.

CRM e applicazioni Google sono solo alcuni dei passi dell’evoluzione digitale intrapresa da Poldo con Michele. Non sono certo i calli sulle mani, di cui va fiero, a impedire a Poldo di lavorare da un tablet o uno smartphone. Ma quando, con modestia, ha sentito di non farcela con le proprie forze, ha cercato aiuto e assunto un giovane: Michele. Poldo ha realizzato, nel suo piccolo, il circolo virtuoso che può donare nuova linfa a tante piccole e medie imprese italiane con importanti patrimoni di competenze da mantenere vivi e far prosperare, grazie anche al digitale.

Grazie al costante lavoro di Poldo e Michele e alle iniziative digitali intraprese, l’azienda Olio Poldo ha registrato 39 nuove collaborazioni dall’inizio del 2018 ad aprile 2019. Il fatturato, invece, è cresciuto del 15% nel corso del 2018 e dell’8% tra gennaio e marzo 2019. Sono risultati significativi per un’impresa che, per sua stessa natura, non punta al mercato di massa, ma mira a creare una solida base di estimatori e di “ambasciatori” degli eccellenti prodotti territoriali, a livello locale, ma anche internazionale.

La svolta a livello commerciale e in termini di mentalità è arrivata dal progetto Crescere in Digitale, attuato da Unioncamere in partnership con Google e promosso dall’ANPAL.

Lorenzo Polacco

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