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Un artista ha utilizzato Google Earth per creare una proposta di matrimonio da record

Google Earth è uno strumento per esplorare il mondo che ci circonda. Ma per alcuni artisti intrepidi come Yasushi Takahashi è una tela su cui disegnare con i propri passi.

Nel 2008, Yasushi "Yassan" Takahashi di Tokio decise di fare una proposta di matrimonio alla sua fidanzata Natsuki. Ma non sapeva come.

Poi un giorno conobbe casualmente la GPS art: la creazione di disegni digitali su larga scala eseguiti con l'aiuto di un GPS mentre si viaggia su un percorso predeterminato. Quando il percorso viene caricato su uno strumento di mappatura come Google Earth, la traccia prende forma.

Yassan ebbe un'idea: perché non progettare un percorso per tutto il Giappone fino a comporre la scritta "Marry Me" (sposami) e, una volta completato, presentare il suo viaggio su Google Earth come proposta di matrimonio? Così, nel mese di giugno, lasciò il suo lavoro e partì per un viaggio meticolosamente programmato, dall'isola di Hokkaido fino alle coste di Kagoshima.

Circa sei mesi e 7200 chilometri dopo, la scritta "Marry Me" era completa. Questa proposta di matrimonio catapultò il protagonista nel Guinness dei primati per la più grande scritta GPS della storia.

Ora Yassan fa parte di quel gruppo sempre più numeroso di persone che creano arte con il GPS grazie a strumenti come Google Earth e Google Street View.

Parte del fascino è la fusione unica tra disegno e viaggio. Runner e ciclisti adottano questa forma di espressione per creare nuovi percorsi, mentre altri si divertono a sfidare la creatività e disegnare qualsiasi soggetto, dai piccioni ai dinosauri, fino ai personaggi di fantasia.

Il risultato finale è tutto nelle mani (…e nei piedi) dell'artista che ha immaginato l'opera. Scopri una galleria di GPS art di altri artisti provenienti da tutto il mondo.

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Immagini di altri artisti del GPS e di Google Earth, in senso orario da sinistra: Meike Nixdorf, "La Terra si trasforma"; Yassan Takahashi, "Cinghiale 2019"; Jenny Odell, "Collezioni di satelliti"; Paul Bourke, "Spagna"; Jeremy Wood, "Meridiani".

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